Comune di Montechiarugolo: un nuovo presunto caso di mobbing

Probabilmente un passo indietro nella lotta al mobbing. Il Comune di Montechiarugolo, in provincia di Parma, ha dichiarato “non revocabili” delle dimissioni di un proprio dipendente. Il forte stato depressivo, che sarebbe collegato direttamente alle sue condizioni di lavoro, ha portato il lavoratore a sottoporsi a una terapia farmacologica. L’ultimo, presunto, caso di mobbing, denunciato da parte del consigliere regionale di Forza Italia Fabio Filippi durante un’interrogazione alla Giunta, rappresenterebbe l’ennesimo caso in cui un dipendente in forte condizione di stress si trova costretto a rinunciare al proprio posto di lavoro.

In questo nuovo caso di mobbing, che dovrà essere vagliato dalla giustizia civile, le dimissioni dell’impiegato comunale sarebbero state provocate da un riassetto interno agli uffici dell’area tecnica. L’incarico affidatogli, considerato riduttivo e dequalificante in relazione alle capacità dimostrate nel corso dei precedenti 10 anni di servizio, avrebbe avuto dunque un ruolo fondamentale nel progressivo peggioramento dello stato psicofisico del dipendente.

Nel corso dell’interrogazione il consigliere regionale ha palesato anche le perplessità nei confronti dell’Ente. Il Comune infatti non avrebbe avuto il medico del lavoro, il cui intervento era stato espressamente richiesto dal dipendente, né il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni. Questo organo, previsto dall’attuale normativa sul lavoro, è preposto al monitoraggio e all’assistenza di dipendenti coinvolti in casi di mobbing. I Comitati Unici, secondo il testo della Gazzetta Ufficiale n. 134 11 Giugno 2011, sostituiscono i precedenti Comitati per le Pari Opportunità e i Comitati paritetici sul fenomeno del mobbing, e hanno poteri propositivi, consultivi e di verifica, ma non decisionali, sui casi di mobbing e di discriminazione.

La richiesta di intervento urgente, rivolta dal consigliere Filippi alla Regione Emilia-Romagna, è volta a far fronte anche alle precarie condizioni finanziarie della sua famiglia. Le dimissioni del dipendente, dettate dal profondo stato di disagio, rappresentano solo formalmente una libera scelta, ma nascondono in realtà una decisione obbligata dalla situazione lavorativa e dalle volontà dei dirigenti locali.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>