Licenziamento orale: cos’è e quali effetti produce

Il licenziamento orale consiste nell’allontanamento dal posto di lavoro di un dipendente in forma verbale, senza alcun atto formale. Il licenziamento, come atto recettizio del rapporto di lavoro, è una procedura disciplinata dall’art. 2 l. 604/1966. Il comma 1 di suddetto articolo impone al datore di lavoro di comunicare la cessazione del rapporto con il prestatore di lavoro, giustificandone i motivi, in forma scritta. Il comma 3 sancisce la nullità del licenziamento orale per vizio di forma. La giurisprudenza, in più occasioni, ha ribadito in sede di giudizio la continuità effettiva del rapporto di lavoro, nonostante l’intimazione al dipendente del licenziamento verbale e l’interruzione de facto della prestazione di lavoro.

La sentenza del Tribunale di Cassino n° 2/2014 ha riaffermato la nullità del recesso del contratto di lavoro di un dipendente a seguito di un licenziamento orale, in quanto atto inidoneo a produrre effetti sulla continuità del rapporto. Le conseguenze di tale pronuncia consistono nell’immediato riposizionamento del lavoratore (e non il reintegro) e nel rifiuto dell’applicazione della tutela reale. I giudici sottolineano la non applicabilità dell’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, non potendo constatare un valido licenziamento per vizio di forma. In questo caso infatti i togati non valutano il merito del licenziamento, che potrebbe eventualmente risultare legittimo alla luce delle motivazioni, ma solo l’efficacia o la non efficacia dell’atto.

Dal punto di vista risarcitorio il Tribunale di Cassino ha constatato l’assenza di disposizioni normative sulla tutela accordabile al lavoratore licenziato verbalmente. Da questo punto di vista risulta d’aiuto la sentenza 2919/2012 della Corte d’Appello di Roma, che ha affermato che, in mancanza di applicabilità della tutela reale con corresponsione delle retribuzioni globali, il lavoratore ha diritto a un risarcimento danni per inadempimento delle obbligazioni, la cui stima può fare riferimento alle retribuzioni perdute. La Corte quindi esclude il licenziamento orale dal campo di applicazione dell’art. 8 l. 604/1966, che prevede il risarcimento del danno per illegittimo licenziamento.

 

 

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