Mobbing: che fare?

L’Ispels ha recentemente reso noto una statistica poco confortante in materia di lavoro in Italia. Infatti, è stato accertato che su oltre 20 milioni di dipendenti, quasi due milioni sono state vittime di mobbing. Questa parola è diventata d’uso comune soltanto negli ultimi anni, grazie all’aumento delle denunce di questi casi all’interno degli uffici.

Per l’appunto, si definisce mobbing una serie di azioni violente di tipo materiale o immateriale che una persona decide di attuare nei confronti di un’altra, spesso identificata in un ruolo sottoposto.

Sono considerate materiali ed immateriali per diverse ragioni: infatti, il mobbing non evidenzia soltanto dei comportamenti violenti da parte di questi soggetti, ma è possibile “fare mobbing” anche attraverso un terrore di tipo psicologico, per mezzo di ingiurie e ghettizazione all’interno del proprio posto di lavoro.

Come fare, quindi, per difendersi da questa piaga? In realtà non esiste una legge in Italia dedicata al mobbing, ma una serie di provvedimenti che possono essere efficacemente associati a questo tipo di reato, come le lesioni materiali alla persona oppure gli atti diffamatori.

Una volta individuati questi atti è immediata la ricerca di colleghi che possano ritenersi disponibili a collaborare per testimoniare in favore della vittima e ovviamente un avvocato o uno studio legale specializzato in diritto del lavoro, così da avere una garanzia di professionalità al proprio servizio.

 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>