Mobbing: come riconoscere i sintomi psichici

Il mobbing è una serie di atti che arrecano pregiudizio di carattere psichico al dipendente che ne subisce le conseguenze. Lo stress da cui ne deriva può avere degli effetti decisamente negativi, ed è importante riconoscere i sintomi del mobbing per intervenire in tempo utile. La persona vessata da questa pratica subisce una netta riduzione dello stato di salute psicofisico, che si riverberano nel comportamento della vittima.

Le alterazioni sintomatiche a causa del mobbing riguardano innanzitutto l’equilibrio socio-emotivo. Il lavoratore molestato tende a subire attacchi d’ansia, di panico, depressione e disturbi ossessivi. Il quadro clinico è aggravato dalla comparsa di squilibri dal punto di vista psico-fisico come vertigini, cefalea, tachicardia, disturbi gastrointestinali, disturbi della sessualità e del sonno, fino a registrare fenomeni di ipertensione arteriosa.

I comportamenti del lavoratore mobbizzato subiscono delle modificazioni che contribuiscono a isolare la persona e a peggiorarne la salute: inappetenza, accessi d’aggressività, abuso di alcol e di farmaci sono dei tratti tipici della vittima di mobbing. Spesso gli scatti d’ira sono rivolti contro membri della propria famiglia o altre persone affettivamente vicine. Altri sintomi del mobbing riguardano il desiderio di rimanere in solitudine per molte ore, spesso per analizzare la propria situazione e discolparsi interiormente, e la passività, alternata spesso all’irascibilità.

Gli esperti ritengono che le vittime di mobbing possano rientrare nella categoria dei disturbi psico-somatici da stress,ma i pareri tra i luminari del settore non sono concordanti in toto. Alcuni fanno rientrare la sintomatologia nella categoria degli attacchi da panico oppure interpretano il mobbing come disturbo dell’adattamento.

Dal punto di vista clinico, in ottica di risarcimento per danno biologico ed esistenziale, il dipendente mobbizzato deve prestarsi a una serie di controlli psicologici. Il protocollo diagnostico prevede un colloquio per rilevare i disturbi, test psicologici, visita neurologica per scongiurare patologie organiche ed infine questionari specifici per valutare i fattori che hanno portato all’insorgenza dei sintomi.

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