Trasferimento di De Falco: un caso di mobbing?

Il mobbing può capitare veramente a tutti. Anche a chi ha provato a salvare l’onore della Marina in una pagina nera della nautica italiana come il disastro della Costa Concordia. Gregorio De Falco, il capitano di fregata che nella notte del 14 Gennaio 2012 richiamò all’ordine un “timoroso” Francesco Schettino, è stato trasferito in un ufficio amministrativo della Direzione Marittima di Livorno. Una decisione dei piani alti che è stata ritenuta dallo stesso capitano una forma di mobbing.

I sospetti che il trasferimento di De Falco dalla direzione operativa sia una scelta poco attinente a mere questioni professionali sono legittimi. La decisione dell’ammiraglio Faraone, presentata come un “normale avvicendamento”, non è risultata particolarmente gradita all’ex comandante della Capitaneria di porto di Livorno, che parla esplicitamente di mobbing. Un’interpretazione sulle presunte ragioni del mobbing riguarda il ruolo di De Falco nella notte della Costa Concordia e i frequenti conflitti con i superiori.

Secondo De Falco i rapporti con l’ammiraglio si erano deteriorati a seguito del ruolo di coordinatore dei soccorsi che il capitano aveva assunto in una situazione di emergenza. L’autoattribuzione dei gradi di “capo della Capitaneria” de facto non era piaciuta a Faraone, che peraltro aveva promosso e spedito a Roma il vero responsabile della Capitaneria di porto di Livorno durante il naufragio, Ilarione Dell’Anna. Il trasferimento in un ufficio amministrativo, non rispondente alle reali capacità operative di De Falco, rappresenterebbe quindi una forma non troppo velata di mobbing, anticipata peraltro da promozioni ad hoc di suoi colleghi. Un mancato riconoscimento e infine un demansionamento: De Falco intende adire le vie legali per chiarire la questione mobbing.

La sensazione di terra bruciata attorno a sé stessi senza reali vessazioni psicologiche forse potrebbe non bastare per un riconoscimento giuridico del danno da mobbing, ma di sicuro questa strana situazione deve far riflettere sul ruolo punitivo del mobbing all’interno di oscuri, e delicati, equilibri gerarchici.

 

 

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